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Il Salotto Letterario

De Chirico: oltre la realtà

Giorgio de Chirico nasce a Volos, Grecia, il 10 luglio 1888. Noto nella storia dell’arte come artista e sostenitore del movimento metafisico, si pone come obiettivo una sorta di “ritorno all’ordine” per contrastare tutte quelle correnti che in seguito verranno definite come “rovina dell’arte moderna”.  La metafisica, allora, si propone di superare l’immediatezza visiva e lo spazio rarefatto dell’Impressionismo, la scomposizione delle forme e dello spazio dinamico proprie dei divisionisti.

Quello di de Chirico è un “impegno metafisico”: la sua è un’arte che intende alludere a una realtà differente, quasi oltre quello che quotidianamente viviamo e vediamo.

Alcune settimane fa ho avuto il piacere di recarmi alla mostra organizzata dal comune di Conegliano e realizzata a Palazzo Sarcinelli: Metafisica continua. L’occasione perfetta per respirare quella tensione enigmatica data dai misteriosi, ma al contempo travolgenti, soggetti e rappresentati da de Chirico.

La mostra prevedeva un percorso di corrispondenza cronologica e tematica della produzione artistica.

I manichini sono i soggetti maggiormente rappresentati, per la loro impossibilità di vedere, sentire e parlare, mantenendo però quella capacità di “osservare” la realtà andando oltre, servendosi di uno sguardo metafisico.

Appunto per questo, il dipinto che cattura maggiormente l’attenzione dei visitatori è proprio Le muse inquietanti: una composizione che trova la sua chiave surreale nella contrapposizione tra le architetture sullo sfondo e le figure in primo piano. I diversi mondi qui si intersecano, sia nelle architetture sul fondale, il Castello Estense di Ferrara affiancato ad una fabbrica, che nella parte centrale della scena. La classicità è fortemente presente, richiamata dall’assonanza dei corpi dei manichini con le figure classiche, circondata però da una componente futurista, sottolineata dall’opposizione dei toni cromatici. Il dipinto, realizzato tra il 1917 e il 1919 è stato prestato per la mostra da una collezione privata.

La mostra si conclude con la serie dei Bagni misteriosi. Idea nata con la prima opera della serie datata 1934 che de Chirico spiega così:

«Guardai un signore che camminava davanti a me e le di cui gambe si riflettevano nel pavimento. Ebbi l’impressione che egli potesse affondare in quel pavimento, come in una piscina, che vi potesse muoversi e anche nuotar. Così immaginai delle strane piscine con uomini immersi in quelle ed a volte si fermavano per conversare con altri uomini che stavano fuori dalla piscina pavimento.»

Da quella prima opera poi ne sono derivate altre, con idee di bagni sempre più metafisici e piscine che si identificavano in elementi sempre differenti.

Metafisica continua è stata un’esperienza unica. Vedere da vicino opere enigmatiche come queste permette di immergersi nel mondo metafisico di de Chirico provando non più smarrimento, bensì armonia.

 

Allegra Vernoni

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